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Fibra ottica pubblica per pochi: la situazione italiana

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Anche i non addetti ai lavori possono capire che è meglio navigare su internet a 100 Mbps piuttosto che a 20 Mbps come la maggior parte delle attuali connessioni adsl domestiche. Meglio più veloci che lenti. Ma pochi sanno realmente come la fibra ottica pubblica per pochi finisca per intaccare in maniera significativa l'economia e lo sviluppo di un intero Paese.

Non avere la fibra non significa solo navigare su internet più lentamente sulle comuni pagine web come Facebook e Google. Una connessione ad internet lenta incide sulla vita delle aziende, che ad esempio non possono sfruttare i servizi di streaming video per conferenze o corsi di aggiornamento e sono quindi costretti a spostarsi fisicamente per ogni singolo meeting, ovvero rinunciarvi.

Non si tratta di sfumature ma di veri e propri freni che se moltiplicati sulle centinaia di migliaia di piccole aziende su cui si riverberano, fanno la differenza. I numeri sulla diffusione della fibra ottica pubblica in Italia sono a dir poco pietosi.

L'ultimo censimento a riguardo è del 2011 e vedeva una penetrazione della fibra ottica sul territorio nazionale ferma al 2%! Cifre degne di uno stato africano. Tra l'altro la scarsa penetrazione, figlia di una scarsa concorrenza tra gli operatori (gli unici operanti sono Fastweb e Telecom Italia su larga scala) fa sì che anche i prezzi per la fibra siano alti, rendendola praticamente lusso. Motivo per cui gli utenti medi continuano a preferire l'adsl che ha invece un costo medio di abbonamento mensile di 20 euro circa.

La speranza che l'infrastruttura della fibra ottica possa estendersi nei prossimi anni secondo nuove forme, non più affidate ai singoli operatori, ma magari organizzate secondo agglomerati e consorzi parastatali di Comuni e Regioni.

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