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Banda larga: Italia perde l'1,5% del Pil

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Corrado Calabrò, alla guida dell'Agcom da 7 anni, ha illlustrato al Senato un Bilancio di mandato 2005-2012 sulla banda larga in italia.

"Malgrado il dilagante successo di internet, l'Italia è tuttora un Paese teledipendente. La politica visibile in Italia si fa pur sempre in televisione".

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Inizia così l'analisi di Calabrò che espone i motivi del grave ritardo rispetto agli altri Paesi europei: "L'Italia è sotto la media Ue per diffusione della banda larga fissa (il numero di linee ad alta velocità ogni 100 abitanti è 21, rispetto ad una media Ue di 27) e per numero di famiglie connesse a internet (62% delle famiglie connesse, contro una media UE del 73%). Il 41% degli italiani adulti non ha mai usato internet: due o tre volte il livello registrato in Francia, Germania e Regno Unito".

Nel Bilancio di Calabrò si evidenzia un ritardo nello sviluppo della banda larga, che all'Italia costa tra l'1 e l'1,5% del Pil: "Senza infrastrutture a banda ultra larga i sistemi economici avanzati finiscono su binari morti".

Calabrò ricorda al legislatore che "c'è ancora scarsa consapevolezza delle potenzialità globali delle tecnologie della società dell'informazione; il che relega queste ultime a uno dei tanti strumenti di sviluppo economico, mentre esse possono invece dare una spallata a un sistema imballato".

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